domenica 19 luglio 2009

Vanno, vengono





Vanno, vengono, vanno, vengono ...
Vanno da soli, vanno in coppia, vanno in gruppo, vanno con passo lento, vanno con passo frettoloso, vanno per raccontarsi qualcosa, vanno senza parlarsi, vanno cercando uno sguardo, vanno senza mai incontrare uno sguardo.
Vanno, vengono.
Vanno senza una meta, vanno per mostrarsi, vanno per ricordare qualcosa, vanno per dimenticare qualcosa.
Vanno, vengono.
Sono i passeggiatori del bagnasciuga domenicale.
Qualcuno sfoggia abbronzatura e tatuaggi, altri gli sforzi della dieta primaverile, altri invece con disinvoltura portano a spasso le loro gonfie pancie. Costumi interi, due pezzi, alti bassi ma mai monokini. Ecco una bandana per proteggere dal sole una testa calva. Ora un profumo da pochi euro ora l'odore di una crema di protezione solare, qualche anno fa era alle mandorle oggi non saprei. Ecco anche un borsello sul costume a vita alta nero, c'e proprio tutto.
Vanno, vengono, vanno, vengono ...
E poi i cappelli, bianchi, colorati, ancora bianchi, con la visita s collo, con le falde larghe, quelli che si sono stretti per i troppi bagni nell'acqua salata, quelli del figlio, quelli da pescatore, quelli da marinaio, quelli da comandante.
E poi gli occhiali da sole: ci sono perfino quelli che servono!
 Vanno, vengono, vanno, vengono ...
si ogni tanto qualcuno torna.
e un "vucumprà" stracarico di merce si ferma.

venerdì 17 luglio 2009

Woodstock

Ho visto il più inutile dei ricordi dei 40 di woodstock, ad unomattina con la maionchi e Stefano pistolini.
Dopo una ventina di minuti di totale banalità in cui si e' addirittura paragonato il festival a XFactor:
Mi chiedo ma al pubblico di unomattina cosa importa di come hendrix abbia maltrattato l'inno americano con furia creativa? Cosa importa di come joe cocker cercava il piccolo aiuto dei suoi amici? Cosa importa di come una giovane baez intonava il suo appello? Cosa importa di come si fondevano le voci di crosby stills nash & young?
Se per tutto lo spazio dedicato dal programma di raiuno si e' parlato solo di spartiacque ?
Anche se la risposta e' nel vento qualcuno ha altre risposte?

mercoledì 8 luglio 2009

suoni d'estate



non ricordo più quale film in bn raccontava di una roma deserta,
l'unica vita che si percepiva veniva dai suoni delle finestre che i romani lasciavano spalancate per far entrare quella leggera brezza che cercava di rinfrescare le caldi notti.
i tempi cambiano, le mode passano... ma le finestre rimangono spalancate
vivo in un quartiere borghese, abbastanza silenzioso, e dove c'è il silenzio come si sa il suono si amplifica. ogni piccolo rumore diventa protagonista.
anche io vivo con le finestre aperte, le persiane chiuse e niente condizionatori.
così i suoni entrano. entrano. entrano. come onde del vento.

ieri notte sono andato a dormire con il suono stridulo dei gabbiani che si missava perfettamente con le grida di gioia di una giovane coppia, stamattina mi sono svegliato al dolente lamento insuperabile di fabrizio de andrè

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai

e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai

venuto dal sole o da spiagge gelate
perduto in novembre o col vento d'estate
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai

ma in che quartiere abito?
chi sono i miei vicini?
da sempre preferisco viaggiare con i suoni e inventare nuovi film.

ed ora da lontano mentre squilla un telefono arrivano delle prove di gorgheggio bizantino