mercoledì 8 luglio 2009

suoni d'estate



non ricordo più quale film in bn raccontava di una roma deserta,
l'unica vita che si percepiva veniva dai suoni delle finestre che i romani lasciavano spalancate per far entrare quella leggera brezza che cercava di rinfrescare le caldi notti.
i tempi cambiano, le mode passano... ma le finestre rimangono spalancate
vivo in un quartiere borghese, abbastanza silenzioso, e dove c'è il silenzio come si sa il suono si amplifica. ogni piccolo rumore diventa protagonista.
anche io vivo con le finestre aperte, le persiane chiuse e niente condizionatori.
così i suoni entrano. entrano. entrano. come onde del vento.

ieri notte sono andato a dormire con il suono stridulo dei gabbiani che si missava perfettamente con le grida di gioia di una giovane coppia, stamattina mi sono svegliato al dolente lamento insuperabile di fabrizio de andrè

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai

e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai

venuto dal sole o da spiagge gelate
perduto in novembre o col vento d'estate
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai

ma in che quartiere abito?
chi sono i miei vicini?
da sempre preferisco viaggiare con i suoni e inventare nuovi film.

ed ora da lontano mentre squilla un telefono arrivano delle prove di gorgheggio bizantino

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