sabato 1 agosto 2009

Vado e vengo



Ed oggi il brivido, dopo aver visto tanta gente andare e venire, ho deciso di mettermi in cammino anche io.
Un cambio di posizione fondamentale da osservatore ad essere visto. E' come vedere la terra girare o girare insieme alla terra. Un cambio di rotta definitivo senza alcuna rotta. Già perché ho scoperto che si va per andare, senza alcuna meta. So che ci sara' ad un certo punto una boa di ritorno, un punto oltre il quale non si va, un punto che ci obblighera' a tornare indietro.
Passo dopo passo sento l'inebriante piacere della scoperta, sento l'euforia della scoperta di gente nuova di territori nuovi.
Già perché tutto scorre uguale ma nella diversità: una fila di ombrelloni dopo l'altra, una serie di lettini blu, poi arancioni, ora verdi, ora rossi, poi le poche barche dei pescatori qualche rete con tanti buchi, poi un bagnino con il suo punto di osservazione sopraelevato mai utilizzato, ora due fidanzati cercano di scambiarsi segreti noti a tutti. Un gruppo di anziani tenta una partita a tresette, un altro da solo legge un vecchio giornale. Un altro tenta di dormire ma i bambini intorno non sono d'accordo.
Ecco due che mi vengono incontro sono gli stessi di poco fa, ma vanno in senso inverso, hanno già trovato la boa di ritorno.
Su un pedalo' hanno messo un cartello, leggo che e' severamente vietato salirci sopra ma solo quando e' fermo. Su un palo prima dello stabilimento leggo che vietato assolutamente agli ambulanti vendere le loro cose tra gli ombrelloni, ma e' permesso invece sulla battigia.
Ecco all'improvviso si presenta il punto di ritorno: una serie di massi di proposito bloccano il mio cammino. Qualcuno sara' andato oltre?

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