lunedì 17 agosto 2009

Da sotto l'ombrellone

Coppie
Ecco arrivano, come ogni mattina.

Coppia uno
Lui sistema le cose, apre l'ombrellone, stende l'asciugamano, apre il libro. Lei poco distante inizia la sua svestizione, poi la crema, poi si raccoglie i capelli poi inizia a prendere il sole.
Lui tra una pagina e l'altra del libro la guarda, lei non vede.
Lei e' bellissima ed elegante anche in costume, lui e' un bravo ragazzo, studioso.
Sono vicini ma non tanto come potrebbe essere una coppia, forse sono solo amici, forse colleghi universitari.
Lui e' premuroso, senza mai esagerare lei cortese ma mai affettuosa.
Lui va a fare un tuffo, lei cerca nella sua borsa, alla fine esce un cellulare. Inizia a scrivere, aspetta, arriva un messaggio di risposta, finalmente sorride, il suo viso si illumina.
Lui torna, si asciuga, le sorride, lei un po meno.
Poi si fanno le foto. Lui fotografa lei, lei fotografa lui. Avranno alla fine tante foto separate da mostrare agli amici.

Coppia due
Arrivano presto, vanno via presto.
Si piazzano sempre in riva al mare, li sul bagnasciuga, dove il fresco del mare mitiga il caldo. Poi non usano ombrellone, non devono nascondersi, anzi devono mostrarsi.
Lui un costume d'altri tempi, uno slip, da tenere alto, direi sgambato.
Lei invece vestita di lino bianco, con un pareo che aperto lascia vedere un tanga bianco perfetto per altre spiagge. Non più giovanissima, capelli tinti neri, cerca di nascondere altre verità.
Tutti intorno la guardano, tutti quelli che passano la guardano, qualcuno sorride, qualcuno parlotta, qualcun altro si rigira.
I due invece non si parlano, anzi spesso di schiena non si guardano nemmeno ma in effetti sono li per mostrarsi.
Poi al momento prestabilito iniziano i preparativi dell'uscita: ogni cosa ha la sua busta, ogni cosa ha il suo posto, il giornale piegato, l'asciugamano piegato, la stuoia piegata, i sandali puliti, tutto ha un posto preciso.
Chiudono così la loro piccola trasgressione al sole di agosto.

Coppia tre
Loro camminano, camminano sempre, con passo deciso, lui sempre un paio di passi davanti a lei.
Camminano senza dirsi una parola, come fosse una piccola pena da scontare, lei a volte sembra raggiungerlo. No ancora una volta non ce l'ha fatta.
A vederlo bene si somigliano, il loro aspetto fisico, il loro volto ha delle caratteristiche comuni.
Lui ha un cappello di quelli solo con la visiera, da giudice di gara d'altri tempi, un po' corroso dal troppo sole, e poi sulla spalla un vecchio marsupio. lei invece un cappello bianco fatto ad uncinetto che le cala sul viso senza una vera forma. Anche il suo costume e' consumato dal sole e dal tempo.
Camminano con passo veloce sia all'andata che al ritorno, senza dirsi nulla, senza guardarsi, in questa continua rincorsa con la vita.
Poi oggi all'improvviso lui le ha detto qualcosa con un filo di voce lei lo ha guardato e poi hanno ripreso il loro cammino forzato.

sabato 1 agosto 2009

Vado e vengo



Ed oggi il brivido, dopo aver visto tanta gente andare e venire, ho deciso di mettermi in cammino anche io.
Un cambio di posizione fondamentale da osservatore ad essere visto. E' come vedere la terra girare o girare insieme alla terra. Un cambio di rotta definitivo senza alcuna rotta. Già perché ho scoperto che si va per andare, senza alcuna meta. So che ci sara' ad un certo punto una boa di ritorno, un punto oltre il quale non si va, un punto che ci obblighera' a tornare indietro.
Passo dopo passo sento l'inebriante piacere della scoperta, sento l'euforia della scoperta di gente nuova di territori nuovi.
Già perché tutto scorre uguale ma nella diversità: una fila di ombrelloni dopo l'altra, una serie di lettini blu, poi arancioni, ora verdi, ora rossi, poi le poche barche dei pescatori qualche rete con tanti buchi, poi un bagnino con il suo punto di osservazione sopraelevato mai utilizzato, ora due fidanzati cercano di scambiarsi segreti noti a tutti. Un gruppo di anziani tenta una partita a tresette, un altro da solo legge un vecchio giornale. Un altro tenta di dormire ma i bambini intorno non sono d'accordo.
Ecco due che mi vengono incontro sono gli stessi di poco fa, ma vanno in senso inverso, hanno già trovato la boa di ritorno.
Su un pedalo' hanno messo un cartello, leggo che e' severamente vietato salirci sopra ma solo quando e' fermo. Su un palo prima dello stabilimento leggo che vietato assolutamente agli ambulanti vendere le loro cose tra gli ombrelloni, ma e' permesso invece sulla battigia.
Ecco all'improvviso si presenta il punto di ritorno: una serie di massi di proposito bloccano il mio cammino. Qualcuno sara' andato oltre?